In auto tra i castelli d’Abruzzo

L’itinerario, da svolgersi in auto,  si snoda su un percorso lungo circa seicento chilometri: è perciò necessario avere a disposizione almeno un week-end lungo, onde attraversare e visitare con tranquillità le località di L’Aquila, Rocca Calascio, Ocre, Celano, Balsorano, Roccascalegna, Crecchio, Caramanico Terme, Salle, Loreto Aprutino, Castelli, Civitella del Tronto.

Sono circa cinquanta le fortezze disseminate sul territorio abruzzese, anche se il percorso qui presentato ne propone solo una selezione. L’itinerario può cominciare dal capoluogo abruzzese, L’Aquila, da cui partire alla volta delle storiche fortezze disseminate su tutto il territorio regionale. Anche detto Forte Spagnolo, quello dell’Aquila è un castello dalla pianta quadrata, circondato da un profondo fossato attraversato da un poderoso ponte di pietra. Voluto dal viceré Don Pedro di Toledo nel 1532, il forte fu danneggiato dall’ultimo conflitto mondiale ed oggi, ristrutturato, è sede del Museo Nazionale d’Abruzzo, dove sono conservati lo scheletro di un enorme elefante preistorico, nonché numerose opere artistiche di scuola abruzzese dal Duecento al Settecento.

Dal capoluogo si prosegue verso sud, verso il centro di Ocre o verso Rocca Calascio. I ruderi del borgo fortificato di Ocre sorgono su un’altura di oltre 900 metri, al centro della valle dell’Aterno, una posizione assai strategica che fu determinante in tutto il medioevo. Di forma triangolare la pianta e in pietra calcarea la cinta muraria; all’interno di quest’ultima è possibile visitare le rovine delle antiche abitazioni.

Anche il castello di Rocca Calascio è situato su una sommità altamente strategica dal punto di vista militare (sorge a ben 1500 metri d’altezza) e presenta le caratteristiche più tipiche del castello medievale, con un maschio quadrato centrale e i quattro torrioni circolari agli angoli.

Procedendo verso sud si incontra prima il grazioso borgo di Ovindoli, poi il centro di Celano, con il possente castello detto anche Piccolomini, dal nome della nobile famiglia che nel Cinquecento completò l’opera iniziata alla fine del Trecento, trasformandolo da edificio a scopo militare a palazzo residenziale, destinato ad ospitare le più nobili dinastie che si succedettero nei secoli; oggi il palazzo Piccolomini è sede del pregevole museo d’Arte Sacra della Marsica. Legato alla nobile famiglia è anche il castello di Balsorano, a pochi passi dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Oltrepassato il parco, dove è situata anche Sulmona, ideale se si desidera fare una tappa in città, magari per pernottare, si può raggiungere Roccascalegna, in provincia di Chieti. Qui sorge uno dei più suggestivi tra i castelli d’Abruzzo, su uno sperone roccioso a dominare l’abitato e il vallone del Rio Secco. Fondato probabilmente dai longobardi tra il quinto e il sesto secolo, al forte sono legate numerose leggende, tra cui quella che qui nacque lo “ius primae noctisâ€, il diritto alla prima notte (di nozze), in seguito ad un cruento episodio.

Da Roccascalegna si può proseguire in direzione di Lanciano, nei cui pressi sorge il paesino di Crecchio, con il castello di pianta quadrata con le quattro torri angolari. La sua parte più antica è costituita dalla torre normanna del dodicesimo secolo e attualmente ospita il Museo archeologico dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale.

Da Crecchio ci si può dirigere a Caramanico Terme, altro centro in cui è consigliabile il pernottamento, anche per usufruire con più calma delle sue prestigiose acque termali, o a Salle. Sorto prima dell’anno Mille come feudo dell’abbazia di San Clemente a Casauria a scopo difensivo, col passare degli anni il castello di Salle fu utilizzato anche come residenza ed oggi, con la sua magnifica veduta sulla valle dell’Orte e sulla Majella, ospita il Museo Medievale Borbonico ed è considerato monumento nazionale.

Proseguendo l’itinerario verso nord si incontrano, tra gli altri, i borghi con i relativi castelli di Loreto Aprutino e di Civitella del Tronto.
La fortezza di Civitella è una delle più imponenti opere di ingegneria militare in Italia e questo, insieme alla sua strategica posizione sul fiume Tronto, che un tempo segnava il confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, la rese un bersaglio militare molto importante. Testimone di assedi e battaglie, il castello ospita oggi il Museo storico della Fortezza.

Castelvecchio a Verona

La costruzione del castello più famoso di Verona, rosso e imperioso, risale tra il 1354 e il 1356, per volontà di Cangrande II della Scala, che lo volle tanto come residenza che come baluardo contro i nemici. La sua storia si intreccia, nei secoli, con quella articolata della città, assistendo a tutte le vicissitudini di Verona, dalla dominazione dei Visconti (1389-1405), a quella veneziana (1405-1796), a quella napoleonica, per finire con quella austriaca. In questo ampio arco di tempo, il castello diventa, di volta in volta, dimora, deposito di munizioni, collegio militare, caserma, finché nel 1925 divenne la sede del Museo Civico di Verona. Da allora Castelvecchio subì due restauri il secondo dei quali, iniziato nel 1958, fu fatto su progetto dell´architetto Carlo Scarpa. Nel 1984 le 29 sale del Museo vennero definitivamente aperte al pubblico, al quale si offrono circa 400 opere, donate da importanti famiglie veronesi, come i Bernasconi, i Pompei e i Monga, sotto la spinta patriottica dello spirito risorgimentale. All’interno del castello, a cui si accede attraverso il piccolo ponte levatoio di legno, si apre la porta a vetri del Museo, oltre la quale ci si trova di fronte la severa eleganza delle mura intorno.

Castello Sforzesco di Milano

Il Castello Sforzesco è uno dei simboli di Milano, accanto alla Madonnina del Duomo e al Biscione dello stemma dei Visconti. Il Castello nasce una prima volta nel 1358, all’epoca di Galeazzo II Visconti, e rinasce, a seguito della sua distruzione nel 1447 ad opera della Repubblica Ambrosiana, per volontà di Francesco Sforza. Dopo aver sfiorato il rischio dell’abbattimento, per le fatiscenti condizioni in cui versava il Castello a seguito di anni di traversie, sul finire del XIX secolo si cominciarono i lavori di restauro per merito dell’architetto Luca Beltrami.
Domina il prospetto la torre del Filarete, crollata a causa di un fulmine e ricostruita nei primi anni del Novecento, da cui si accede alla Piazza d’Armi, dove sono raccolti resti di antiche costruzioni. Altre due torri caratterizzano la struttura: quella di Bona di Savoia e la Rocchetta, rifugio dei castellani nei momenti di pericolo e ora sede della sala del tesoro, custode del dipinto “Argo”, opera del Bramante. Tra le varie Sale del Castello meritano menzione quelle affrescate della Corte Ducale, all’interno delle quali si trova la Camera di Griselda, con affreschi del Castello di Roccabianca, e la Sala delle Asse di Leonardo. Il Castello è oggi sede di mostre, biblioteche e archivi.

I castelli del Trentino

L’itinerario che andiamo a esaminare, della durata di quattro giorni, si estende per circa 70 chilometri tra i territori di Avio, Rovereto, Noara, Besenello, Trento, San Michele all’Adige, Mezzocorona.

Il fondovalle del Trentino è una pianura lunga e stretta, che si apre da nord a sud lungo il corso del fiume Adige. Culla dell’enologia trentina, terra di rocche e castelli, ricca di storia e d’arte, questa zona è forse ancora troppo poco conosciuta e apprezzata dai turisti, che per lo più la percorrono frettolosamente in autostrada per raggiungere le località montane.

L’itinerario si dipana lungo la Vallagarina e la val d’Adige, da Avio a Mezzocorona, e attraversa i castelli che, a partire dall’anno Mille, sono stati una cerniera strategica tra le pianure del Nord Italia e il mondo danubiano, tra il potere imperiale e quello papale. Questi manieri svolgevano un ruolo militare, di colonizzazione, di elevazione dello status sociale delle famiglie a cui appartenevano e, allo stesso tempo, rappresentavano splendidi esempi di architetture difensive, in cui si sovrapponevano epoche e stili architettonici. Anche oggi molti di questi castelli sono ottimamente conservati e mantengono ancora un ruolo cruciale nella vita dei paesi a cui appartengono: spesso infatti sono aperti al pubblico e, con i loro antichi arredi, visitabili; oppure sono sede di musei o sono stati trasformati in eleganti strutture d’accoglienza;oppure, ancora, ospitano rievocazioni storiche, spettacoli, mostre.

Il viaggio inizia da Avio, con l’incantevole castello di Sabbionara, sentinella posta a controllo della più importante via di comunicazione tra Venezia e l’Europa e primo grande complesso fortificato che accoglie chi entra in Trentino da sud. Fu edificato a partire dall’undicesimo secolo: circondato da una poderosa cinta muraria con cinque torri, ha al suo interno straordinari affreschi trecenteschi.

S’imbocca la statale del Brennero, che segue il corso dell’Adige, addentrandosi nella Vallagarina. Si entra a Rovereto, cittadina dalla vivace attività culturale, sede del Festival di musica, danza e arte Oriente-Occidente e del Mart (Museo d’arte moderna e contemporanea), uno dei poli culturali più importanti d’Italia. Il suo castello è caratterizzato da una pianta irregolare, frutto dei continui arrangiamenti subiti dalla costruzione a partire dalla sua creazione nel dodicesimo secolo. Oggi è sede del Museo storico italiano della guerra. Lasciata la città alle spalle, si prosegue fino a Castel Noarna o Castelnuovo Lagarino, che domina da un terrazzo naturale l’intera Vallagarina.

Nel corso di questo itinerario alla scoperta dei castelli, niente di meglio che fermarsi a dormire in una dimora storica. Frutto di restauri accurati e dotate di moderni comfort, uniscono l’atmosfera da fiaba del maniero alla calda ospitalità trentina. Ottimi, oltre che gli alberghi, anche le pensioni e i bed and breakfast, sempre accoglienti e con atmosfera familiare.

I castelli del Trentino durante l’estate sono animati da una serie d’iniziative che riempiono le corti e le sale di persone festanti e musica, rievocando le atmosfere castellane del passato e in particolare del Cinquecento.

La rassegna Musica nei Castelli coinvolge artisti di diversa nazionalità e background, che eseguono pezzi di repertorio di musica da camera, jazz ed etnica, nelle splendide cornici delle sale dei castelli. I manieri più belli sono popolati da miti e leggende, fate, folli e cavalieri in occasione de Il Gioco dei Castelli, evento che ricostruisce grazie a costumi, armi ed oggetti d’epoca scene storiche e fa rivivere al pubblico duelli e storie d’amore.

Chi è affascinato dalle armi medievali e dall’epoca in cui l’ars bellica era circondata da elementi come l’amore e l’onore, resterà incantato da All’Armi all’Armi, incontro internazionale di gruppi specializzati rievocazioni storiche e militari. Altre piacevoli manifestazioni, uniscono castelli con vino e gastronomia.

Un itinerario tra colline e castelli lungo il lago di Garda

Il percorso attraverso i castelli che sorgono lungo i lago di Garda copre circa sessanta chilometri e può essere fatto in una giornata, ma per goderlo con tranquillità vale la pena suddividerlo in varie tappe, magari durante un lungo week-end primaverile o autunnale, quando il flusso dei turisti si fa più rado.

Il punto di partenza per scoprire la suggestiva sponda bresciana del lago di Garda è Sirmione, la “perla delle penisole†amata dal poeta Catullo, oggi rinomata località termale con un incantevole centro storico a cui si accede dal ponte del castello scaligero, capolavoro di architettura militare duecentesca.

Costeggiando il basso lago, ecco Desenzano una delle più note località turistiche del Garda e rinomato centro velico. Simboli della città, fondata dai romani, sono piazza Malvezzi, il porto Vecchio e il duomo, ricostruito tra il 1586 e il 1611, dove si può ammirare l’Ultima Cena di Giambattista Tiepolo.

Muovendo verso nord si entra in Valtenesi. Questa zona, delimitata dai golfi di Padenghe a sud e di Salò a nord, è un susseguirsi di dolci colline che degradano verso il lago ed è punteggiata da pittoreschi castelli che risalgono per lo più al decimo secolo, quando i territori sud-occidentali del lago furono fortificati a difesa dalle invasioni degli Ungari: posti sopra alture da dove si poteva controllare il territorio circostante, in alcuni casi sono dei veri borghi fortificati, in altri semplici mura all’interno delle quali si asserragliava la popolazione delle campagne circostanti in fuga all’avanzare degli invasori. I borghi meglio conservati sono quelli di Soiano, Padenghe e Moniga, mentre ridotti a romantico rudere sono quelli di Polpenazze, Puegnago e Manerba.  Sette i suoi comuni, che si sviluppano tra vigneti e uliveti, pievi romaniche e parrocchiali settecentesche: all’interno Soiano, Polpenazze, Puegnago e, sulla costa, Padenghe, Moniga, Malerba e San Felice. Fra gli angoli più suggestivi, la rocca di Manerba, uno dei promontori più belli del Garda, e i laghetti di Sovenigo vicino a Puegnago dove, in luglio ed agosto, fioriscono i fiori di loto. Conosciuta per i suoi vini pregiati e per l’ olio extravergine d’oliva, la Valtenesi è cornice ideale per rilassanti vacanze agrituristiche ed escursioni in bicicletta e a cavallo.

I dolci rilievi della Valtenesi cedono il passo ad un paesaggio più aspro e ricco di contrasti, che prende il via dal golfo di Salò, capoluogo dal ‘200 della Magnifica Patria e sede dal 1943 al 1945 di alcuni Ministeri della Repubblica Sociale Italiana (che per questo fu impropriamente definita “di Salòâ€). L’elegante cittadina, che offre affascinanti scorci paesaggistici, essendo situata nel Parco dell’Alto Garda bresciano, presenta un grazioso centro storico con pittoreschi vicoli che si snodano tra antichi palazzi ed ha un bel lungolago, su cui si affaccia il palazzo cinquecentesco della Magnifica Patria.

Risalendo la sponda, la costa si fa più scoscesa ed inizia la Gardesana Occidentale, una strada tagliata nella roccia con notevoli scorci panoramici, che tocca Gardone Riviera, città-giardino amata ai primi del ’900 da Gabriele d’Annunzio e dal jet set internazionale (dove si visitano il Vittoriale, dimora del poeta, e il Giardino Botanico Hruska, con le sue oltre 2000 varietà di piante ed essenze rare), Toscolano Maderno, Gargnano e conduce a Limone, ultima tappa dell’itinerario, dove si produce l’olio più settentrionale della riva bresciana del Garda.

Limone è conosciuto come il “paese di lunga vitaâ€, dato che i suoi abitanti – beneficiati, unici al mondo, dalla presenza nel sangue della rarissima Apolipoproteina A-I Milano Gene Limone, sorta di “spazzino delle arterieâ€- sono miracolosamente indenni da malattie cardiovascolari.

Il tratto occidentale di riviera è caratterizzato dalla straordinaria geometria delle limonaie, realizzate costruendo sulle pendici della montagna terrazzamenti circondati da alte muraglie, per difendere i preziosi agrumi dai venti di nord-ovest. I caratteristici pilastri in muratura che svettano verso il cielo servivano per sostenere le travi di abete con cui le serre erano coperte in inverno. La più spettacolare è quella di Pra’ de la fam, sulla riva del lago vicino a Campione: riportata alle sue originarie funzioni dalla Comunità Montana dell’Alto Garda per salvaguardare una preziosa testimonianza dell’economia agricola del passato, vi vengono coltivati i limoni secondo le tecniche di un tempo ed è visitabile da aprile a ottobre (per informazioni consultare il sito www.cm-parcoaltogarda.bs.it).

Da Limone, vale assolutamente la pena salire sugli altopiani di Tremosine, giustamente chiamati “terrazzo del lago†per la loro eccezionale posizione panoramica, che permette di ammirare dall’alto l’intero bacino del Garda. Sospesi fra acqua e rocce, a circa 400 metri di altitudine, fanno parte del Parco Alto Garda Bresciano (38.000 ettari di natura protetta che vanno da Salò a Limone) e sono un luogo ideale per vacanze nel verde, con escursioni in montagna, trekking, mountain-bike, passeggiate a cavallo. I loro piccoli paesi, circondati da ulivi, frutteti, prati e boschi, sono disposti su terrazze affacciate a strapiombo sul lago, da cui si godono panorami eccezionali. Anche qui si producono olio e, soprattutto, prelibati formaggi ottenuti dalla lavorazione del latte raccolto nelle stalle e nelle malghe della zona.

Vale veramente la pena esplorare il lago di Garda dall’acqua, per godere di scorci inconsueti e trascorrere qualche ora piacevole e diversa. Da tutti i porticcioli delle principali località turistiche partono nei periodi di vacanza mini crociere di qualche ora o anche di una giornata intera, a bordo di battelli di diverse dimensioni.

Moltissimi gli avvenimenti e le manifestazioni che animano, sia d’estate che d’autunno, la sponda bresciana. Buone occasioni per visitare la zona sono offerte dal Mercatino dell’antiquariato che si tiene a Desenzano ogni prima domenica di maggio e, a Moniga, dal tradizionale Palio del Chiaretto, il profumatissimo uvaggio rosato creato (in senso letterale) nel 1896 da Pompeo Molmenti, personaggio eclettico: storico, critico d’arte e Senatore del Regno d’Italia. Chiamato “vino di una notteâ€, il Chiaretto nasce a poche ore di distanza dalla raccolta delle uve, con la cosiddetta tecnica della levata di cappello, cioè l’utilizzo del mosto fiore attraverso lo sgrondo, in modo che il vino ottenga l’inconfondibile tonalità “petalo di rosa†e la sorprendente aromaticità floreale e di frutti di bosco.

Il Palio del Chiaretto prende il via tradizionalmente in aprile e, dopo una serie di degustazioni ufficiali, in maggio decreta il migliore Chiaretto di ogni annata con il Trofeo Pompeo Momenti in occasione dell’inaugurazione della Rassegna del Chiaretto e dell’Olio Extravergine del Garda.

La prima domenica di maggio, nella piazza Malvezzi di Polpenazze si tiene la Fiera del Vino D.O.C. Riviera del Garda Bresciano, mentre in luglio il teatro del Vittoriale di Gardone Riviera è il palcoscenico di un’importante rassegna di prosa, operetta e danza.

D’estate sul lago di Garda si svolgono anche suggestive regate notturne di bisse, le tradizionali imbarcazioni locali, mentre Salò ospita concerti di musica classica in piazza Duomo. Nelle notti d’agosto, il lago si illumina di spettacolari fuochi d’artificio: tra i più belli, quelli di Desenzano e Toscolano Maderno. In settembre, a Gargnano, si svolge la Centomiglia del Garda, la più importante regata velica dei laghi d’Europa e, a Puegnago, l’importante Fiera dell’agricoltura e dell’artigianato della Valtenesi e del Garda bresciano.

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